Da dove partire
L’impulso a cercare un supporto psicologico nasce spesso da un paradosso: il desiderio di cambiare e, allo stesso tempo, la paura di farlo.
È proprio in questo spazio di incertezza – dove una parte spinge per emergere e un’altra trattiene per proteggere dal rischio – che un percorso psicologico può essere e fare la differenza.
Che tu stia cercando un supporto per liberarti da un peso che toglie il respiro, per trovare un senso a un sintomo che non trova risposta altrove, per comprendere modelli e schemi che organizzano le tue relazioni, per esplorare come eventi passati possano ancora plasmare il tuo presente, oppure per ritrovare un senso più stabile dei tuoi confini riscoprendo il valore irriducibile della tua presenza, il mio obiettivo è incontrarti esattamente lì, nel punto in cui ti trovi oggi.
Insieme esploreremo il senso della tua domanda, trasformando l’incertezza in un terreno di scoperta e coltivando un senso crescente di sicurezza, libertà e una consapevolezza più stabile di te, capace di orientare con maggiore chiarezza il tuo modo di abitare la vita.
Il principio etico che orienta la mia pratica clinica è riconoscere che psicologo e paziente – pur occupando posizioni differenti – condividono un fondo comune: lo stesso terreno di umanità. Questo consente di collocare l’esperienza clinica in un campo intersoggettivo capace di accogliere nel modo più rispettoso possibile la singolarità con cui ciascuno attraversa la propria esistenza.
Approccio clinico
La mia pratica clinica si fonda su un approccio che integra la profondità dell’analisi psicodinamica alla prospettiva relazionale.
In particolare, nel mio lavoro mi focalizzo su:
Analisi dei modelli relazionali per comprendere come i legami passati influenzano il tuo modo di stare nel mondo oggi.
Decodifica dei trigger comportamentali per riconoscere gli automatismi e riappropriarti della capacità di rispondere in modo più autentico.
Consapevolezza e lavoro sui confini per definire uno spazio identitario stabile che ti permetta di proteggere la tua integrità.
Attivazione delle risorse per riscoprire il potenziale delle tue capacità di risposta, accrescendo i tuoi strumenti e le tue abilità di azione.
Il ruolo del corpo
L’integrazione dell’esperienza e la riconnessione con il corpo rappresentano un aspetto centrale del mio lavoro clinico, soprattutto quando la sofferenza è legata a vissuti traumatici, a esperienze di disregolazione emotiva o a situazioni in cui mente e corpo sembrano procedere su binari separati.
Il trauma – che sia legato a un evento singolo o a dinamiche relazionali ripetute nel tempo – può agire come una forza frammentante: interrompe la continuità dell’esperienza, genera stati di allerta o di chiusura e può dare origine a forme di dissociazione che influenzano in modo silenzioso ma profondo il modo in cui ci si percepisce e ci si relaziona al mondo.
Per favorire una maggiore integrazione, nel mio lavoro utilizzo pratiche basate sulla consapevolezza corporea e interventi clinici basati sulla mindfulness. Questi approcci aiutano a riconoscere e modulare gli stati interni, sostenendo un processo di radicamento e presenza, permettendo di:
sviluppare una percezione più stabile dei propri confini;
ampliare la capacità di autoregolazione;
riconoscere i segnali del corpo come risorse, non come minacce;
ritrovare un senso di continuità nel momento presente.
L’obiettivo è sostenere un processo in cui la persona possa sentirsi più radicata, più libera e più capace di orientarsi nella propria esperienza interna. Il corpo diventa così un alleato nel percorso di crescita, un luogo in cui ritrovare sicurezza, vitalità e possibilità di trasformazione.
Nasco a Venezia nel 1974.
Dopo circa vent’anni di attività in ambito pubblico, tra contesti universitari e sanitari — avendo conseguito una prima laurea magistrale in Chimica presso l'Università Ca' Foscari di Venezia e una seconda laurea magistrale in Psicologia Clinico-Dinamica presso l'Università di Padova — ho scelto di far convergere questa esperienza nella libera professione, dedicandomi alla dimensione clinica della psicologia.
Ho poi deciso di intraprendere il percorso di specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica presso il Centro Clinico “il Ruolo Terapeutico” di Milano, svolgendo il mio tirocinio presso il Servizio per le Dipendenze di Mestre (VE).
I miei interessi hanno riguardato inizialmente l’ambito tossicologico, e in particolare lo studio delle sostanze psicoattive: un percorso che mi ha poi portato ad approfondire il mondo delle dipendenze, estendendo lo sguardo all’ambito comportamentale, relazionale e alle co-dipendenze – e quindi alle loro origini che spesso si collocano nel quadro clinico del trauma complesso.
Parallelamente, ho approfondito diverse tecniche di lavoro corporeo (dal Qi Gong al Training Autogeno, al Focusing e alla Biodinamica Craniosacrale), specializzandomi successivamente in interventi clinici basati sulla Mindfulness. Queste competenze si integrano in un percorso personale di ricerca sostenuto dalla pratica della meditazione e da una costante attenzione alla continuità dell’esperienza tra mente e corpo.
La mia etica professionale e la mia pratica clinica restano rigorosamente ancorate alla ricerca scientifica: ho all'attivo oltre 30 pubblicazioni su riviste internazionali peer-reviewed, nell'ambito della tossicologia e della psicologia.
Attualmente, la mia ricerca è orientata all'elaborazione di un modello psicodinamico integrato per la descrizione dell’esperienza soggettiva a partire da una “prospettiva di campo”, centrata sulla dinamica strutturale tra vissuti di presenza ed esperienze di assenza. Ritengo che adottare una prospettiva di campo per la comprensione del mondo psichico, possa contribuire a fare chiarezza su molti aspetti della pratica clinica, e in particolare sulle dinamiche relazionali che emergono tra psicologo e paziente.
Pur affondando le mie radici nella psicoanalisi relazionale, il mio sguardo si è progressivamente aperto ad approcci fenomenologici ed esistenziali. Questa integrazione permette di espandere ed approfondire la visione del mondo psicologico e, soprattutto, della sofferenza umana, intesa non solo nei termini del sintomo che manifesta, ma come condizione della nostra esistenza che può essere affrontata per comprenderne le cause e scioglierne i nodi più importanti.
Qualcosa su di me
Aree di Intervento
La mia pratica clinica è focalizzata al raggiungimento di obiettivi condivisi, e ogni intervento è declinato sull’unicità dell’esperienza soggettiva, integrando l’ascolto analitico con l’attenzione alla dimensione corporea. Lavoro con con adulti, giovani adulti e adolescenti.
Disturbi dell’umore, ansia e depressione
Quando l’esperienza emotiva diventa difficile da modulare — oscillando tra stati di allerta, ritiro o disorientamento — lavoriamo per comprendere le dinamiche che sostengono questi vissuti e favorire una presenza emotivamente più regolata e capace di orientarsi nel presente.
Perdita di significato e vuoto esistenziale
Ci sono momenti in cui ciò che prima appariva familiare perde coerenza o intensità. Il vuoto può manifestarsi come mancanza di direzione, smarrimento o difficoltà a sentire la propria presenza nel mondo. Nel lavoro clinico esploriamo l’origine di questi stati e le dinamiche che li sostengono, favorendo la possibilità di costruire nuovi significati, più personali e vitali, capaci di restituire orientamento e impulso alla propria esperienza di vita.
Perdite, lutti e processi di separazione
La perdita di una persona, di un legame, di una funzione o di un ruolo può generare fratture profonde e stati di disorientamento che alterano in modo significativo l’esperienza di vita, facendoci precipitare in vissuti depressivi o ansiosi dai quali può essere difficile riemergere. Il lavoro clinico permette di dare significato a ciò che è stato interrotto, accompagnando verso un nuovo orientamento alla vita dopo l’assenza.
Trauma e trauma complesso
Eventi improvvisi o dinamiche relazionali ripetute nel tempo possono lasciare tracce profonde, spesso non immediatamente riconoscibili. Queste tracce possono manifestarsi come un senso di inadeguatezza, difficoltà a fidarsi, ipervigilanza, confusione o come la sensazione di rivivere schemi relazionali dolorosi. Nel lavoro clinico esploriamo come il trauma si inscrive nell’esperienza, nel corpo e nelle relazioni, integrando anche approcci somatici per favorire una maggiore regolazione e la possibilità di ricostruire sicurezza interna e coerenza nel modo di stare con sé e con gli altri.
Dipendenze e comportamenti compulsivi
Le dipendenze — da sostanze, da relazioni, dal lavoro o da comportamenti ripetitivi — spesso nascono come tentativi di regolare stati interni difficili da sostenere. Nel lavoro clinico esploriamo le dinamiche emotive e relazionali che alimentano questi cicli, favorendo la possibilità di riconoscere i bisogni sottostanti e di costruire modalità più sane e stabili di autoregolazione.
Difficoltà relazionali e dinamiche affettive
Le relazioni attuali sono spesso influenzate da modelli appresi nel passato. Esploriamo come questi schemi si attivano nei legami affettivi, nelle relazioni familiari o di coppia, e come possono essere trasformati per favorire connessioni più autentiche e sicure.
Identità, confini e continuità del sé
Quando il senso di sé appare fragile, incerto o frammentato, il lavoro clinico aiuta a riconoscere le parti che compongono l’esperienza interna, a definire confini più stabili e a costruire una presenza più coerente e radicata.
Mindfulness e integrazione mente‑corpo
Attraverso protocolli di intervento clinico mindfulness‑based, lavoriamo sulla consapevolezza corporea, sulla regolazione degli stati interni e sulla possibilità di abitare l’esperienza presente con maggiore centratura e radicamento.
Crescita personale e sviluppo del sé
Ci sono momenti in cui emerge il desiderio di conoscersi meglio, ampliare la propria consapevolezza o dare una direzione più autentica alla propria vita. Il percorso clinico può sostenere questo movimento, aiutando a riconoscere ed ampliare le risorse interne e ad assumere posture e atteggiamenti meno limitati da schemi rigidi, facilitando apertura e centratura e sostenendo il desiderio di una vita più autentica.
Contatti
puoi contattarmi compilando il riquadro qui a fianco o puoi mandare una mail a luca.zamengo.psy@gmail.com